Analisi magazzino
L'analisi del magazzino è
un'importante operazione di pianificazione preliminare da condurre "sulla
carta". Occorre valutare l'organizzazione del proprio magazzino,
prendendo in considerazione : Quanti e quali livelli di ubicazione vanno
rappresentati nel
desktop del magazzino
logistico
?
L'altezza dal suolo delle ubicazioni è significativa
? La scelta di quanti e quali livelli di ubicazione
occorre predisporre deve tenere in considerazione un aspetto fondamentale:
quale è il livello di dettaglio di ubicazione che è realmente utile per gestire
il magazzino, tenendo presente che la complessità spesso non porta vantaggi
(talvolta è persino deleteria). In molti casi può essere sufficiente una struttura a
quattro livelli, del tipo: Se non è necessario considerare l'altezza delle
ubicazioni, una versione semplificata può eliminare l'ultimo elemento (alveolo)
e fermarsi alla colonna, che in questo caso diventa ubicazione
elementare.
Bisogna definire una zona "di lavoro"
?
La zona di lavoro, come tutte le zone, è un contenitore di ubicazioni. A prescindere dalla reale necessità di operare delle lavorazioni sulla merce, la scelta di avere una zona di lavoro permette di definire, al suo interno, alcune ubicazioni "speciali" molto utili:
Poichè il desktop di magazzino presenta una struttura ad albero, nella zona di lavoro potremmo avere un disegno di questo tipo:

In questa struttura sono stati definiti tre carrelli (barcode interni 00026307 00026314, 00026321), un operatore (MXM, barcode 00028059), e tre tavoli di lavoro, ognuno col suo codice a barre interno.
La zone di lavoro di un certo deposito si attiva nella tabella depositi . La scelta di definirla o meno può essere effettuata anche in un secondo momento.
Le zone di lavoro, se definite, consentono di eseguire l 'accettazione merce con produzione della relativa lista di versamento.
E' necessario definire delle zone di transito merce, in entrata e in uscita ?
Sì, se i flussi abituali del magazzino richiedono l'esistenza di aree di transito, e se è importante tracciare il contenuto di queste aree.
Le aree di transito in entrata, se definite, consentono di eseguire la ricezione di XML EDI e l 'accettazione merce con produzione della relativa lista di versamento.
Le aree di transito sono contenitori di ubicazioni, e possono quindi essere strutturate a piacere, di gruppo in gruppo fino alle ubicazioni elementari, che presentano il codice a barre che le identifica.
Ecco un esempio:

La zone di transito di un certo deposito si attivano nella tabella depositi . La scelta di definirle o meno può essere effettuata anche in un secondo momento.Le zone di transito in entrata, se definite, consentono di eseguire l 'accettazione merce con produzione della relativa lista di versamento.
Occorre definire un sistema di coordinate per il calcolo dei percorsi, o è sufficiente muoversi "a vista" ?
Fondamentalmente questo dipende dalle dimensioni del magazzino, ma anche dal suo layout
La risposta è NO se:
La risposta è SI se:
Per definire il sistema di coordinate, l'approccio migliore è quello di munirsi di una mappa del magazzino e tracciare su di essa, a matita, la griglia con le coordinate cartesiane delle ubicazioni, arrivando al livello di dettaglio che interessa (in genere il livello "colonna" è più che sufficiente, e in molti casi potrebbe bastare addirittura il livello "scaffale").
Per semplicità, il sistema di coordinate giace interamente nel PRIMO quadrante del piano cartesiano, che presenta tutti valori positivi sia per le X che per le Y. Le origini delle coordinate, pertanto, vanno situate in basso a sinistra rispetto al disegno.
Se l'altezza è significativa, si può adoperare la terza coordinata Z, anche questa sempre positiva.
La scelta di definire o meno il sistema di coordinate può essere effettuata anche in un secondo momento.
All'interno della mappa del magazzino, le ubicazioni che dipendono da un'ubicazione munita di coordinate ereditano le coordinate dell'ubicazione superiore.